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HOFESH SHECHTER - BARBARIANS - REF16

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21 - 24 settembre 2016
Teatro Argentina

«Sono un uomo di 40 anni, alla ricerca di un brivido» dice la voce registrata fuori campo di Hofesh Shechter nella prima pièce del suo nuovo spettacolo barbarians. E in effetti, il lavoro di questo coreografo d’origine israeliana e adozione inglese -già a Romaeuropa con In your rooms, Political Mother e Sun– sembra voler stravolgere i sensi dello spettatore.

Disorientanti cambi di scena, una scrittura sonora che tra musica classica ed elettronica scuote letteralmente la platea, un affilatissimo utilizzo delle luci e coreografie di gruppo dai ritmi forsennati e martellanti sono gli elementi che hanno affermato il lavoro della sua compagnia in tutto il mondo. Shechter costruisce la sua estetica a partire dalla commistione tra danza popolare mediorientale -coltivata anche nelle schiere della Batsheva Dance Company di Ohad Naharin- e danza nordeuropea, inserendo in un tessuto visionario e onirico riflessioni antropologiche, psicologiche e politiche.

Presentato per l’apertura del trentunesimo Romaeuropa Festival, barbarians è un percorso intorno ai temi dell’intimità, della passione e della banalità dell’amore: dalla voce elettronica e straniante della prima the barbarians in love, pièce per sei danzatori su note di François Couperin interamente costruita sul rapporto tra istinto e valori culturali e sull’intimità dello stesso Shechter, alla succesiva tHE bAD che tra ritmi dub step carichi di percussioni lascia esplodere gli accenni tribali della prima coreografia in una danza per 5 danzatori vestiti d’oro.

Chiude Two completely different angles of the same fucking thing, coreografia creata da Shechter inseme agli storici interpreti della compagnia Bruno Guillore, Winifred Burnet-Smith e Hannah Shepherd.

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